sci club caluso since 1923
sci club caluso                                since 1923

UN VIAGGIO AVVENTUROSO

Gli amici Ravello Destellino, Aldo Brunetti, Ezio Oberto e Alberto Massia, decidono di avventurarsi sulle impervie montagne d'Oropa per tentare più emozionanti discese. Per risparmiare sul viaggio accettano 1'ospitalità di Mario Scapino detto «il Fuin », che col suo sconquassato camion, doveva andare a Torrazza con un carico di mattoni e poi avrebbe proseguito per Biella.

Armati di sci, sacchi da montagna, zaini, racchette, viveri, valige, tre di loro, al mattino alle sei, sono pronti all'appuntamento per la partenza. Hanno anche 1'equipaggiamento di Berto Massia, col quale si erano accordati che li avrebbe raggiunti a Biella. Rannicchiati come statue di marmo sulla pila di mattoni, chiusi in mezzo ai loro equipaggiamenti, rigidi come stalattiti di ghiaccio, giungono a Torrazza. Tanto per scaldarsi, quanto per accelerare il tempo, che per ricambiare l'ospitalità, aiutano a scaricare i mattoni con una tale foga, che in breve il camion può ripartire.

Ma ecco che il folletto dispettoso ci mette il codino: a metà strada per Livorno Ferraris, si buca una gomma. Da notare che in quei tempi, era già un grosso miracolo, potere avere quattro gomme sotto le ruote, per cui la gomma di scorta era un sogno irrealizzabile. Cosa fare? Mario li ringrazia con un sorrisino malizioso e li consiglia di proseguire a piedi.

Schiacciati dall'inverosimile carico dell'equipaggiamento, i tre poveri re magi, passano dalla temperatura polare provata sul camion, a quella canicolare dell'equatore.

Un agricoltore, impietosito, li accoglie sul suo carro. Giungono a Livorno Ferraris alle 10; hanno un'ora d'attesa prima della partenza e ne approfittano per riposarsi e rifocillarsi. Il treno entra rombando e sbuffando in stazione in perfetto orario. E' un lungo convoglio composto di carri bestiame adibiti a vagoni viaggiatori, molto di moda nel dopoguerra.

I tre cominciano a caricare la montagna di bagagli già preparati sulla pensilina, ma giunti a metà operazione, il locomotore, dopo aver emesso un lungo fischio lacerante, ed essersi liberato dal vapore acqueo, inizia a muoversi, aumenta gradatamente velocità ed i nostri mentre lo rincorrono continuano a gettare alla rinfusa il rimanente dei bagagli sui vagoni, che sfilano sempre più rapidi e, solo Stellino, riesce ad aggrapparsi all'ultimo e ad arrampicarsi sopra.

Il capostazione, causa involontaria di una troppo rapida partenza, avverte la stazione seguente, per dare la possibilità a Stellino di raccogliere i vari pezzi dell'equipaggiamento e radunarli in un solo vagone. Aldo ed Ezio non hanno più coincidenze che fino alle 16, per cui raggiungono 1'amico a Biella solo alle 19. Non c'è tempo da raccontarsi le avventure, corrono al trenino d'Oropa: troppo tardi! L'ultimo è da poco partito, più niente da fare fino al mattino.

Cosa? Si sono fermati? Ma neanche per sogno! Ci voleva altro! Carichi come muli, senza tante storie, s'incamminano a piedi passando per le scorciatoie ed i ripidi sentieri dei monti.

Quando toccano il sacro suolo d'Oropa, il campanile del Santuario, li accoglie con una lunga teoria di rintocchi: è mezzanotte! I tre, stanchi, spossati, si buttano ai piedi della celebre Madonna Nera e si addormentano sereni come angioletti. Esempio magnifico di costanza, di volontà, di abnegazione, possibile forse solo in quei tempi, che avevano temprato gli uomini alle rinunce.

Per soddisfare la passione degli sci, si erano compiuti ben 60 chilometri, in sole... 24 ore!

e. g.

 

 

Stampa Stampa | Mappa del sito
© sci club caluso