sci club caluso since 1923
sci club caluso                                since 1923

LA VERA STORIA DELLA « SCIOLINA »,

Da tempo si sentiva parlare di un miracoloso prodotto, che messo sotto gli sci, era in grado di imprimergli una velocità vertiginosa. Il nome magico correva di bocca in bocca, con infinito rispetto: Sciolina.

Spinti dalla solita intraprendenza, un gruppo di pionieri, unitosi nello sforzo finanziario, ne comprano una scatola in società, con lo scopo di sperimentarne gli effetti, ma soprattutto per chimicarne gli ingredienti per poterla fabbricare « made in famiglia ».

L'esito è efficace e sorprendente, per cui, chiusi in una buia stanza del « Caset » della vigna dei Passera, illuminati solo dalle fiamme del caminetto, su cui brontola una pentola in ebollizione, impegnati ognuno con i propri alambicchi, í nostri alchimisti si mettono al lavoro.

C'è tensione, ansia, responsabilità. Nel tardi della notte si ode 1'eureka: i componenti sono: paraffina e sapone: Per fortuna sono ingredienti che il Brunetti può trovare in casa fra gli strumenti del simpatico e bravo « papà Funcio ». Barattoli di paraffina si mescolano a scaglie di sapone. Dal pentolone escono eleganti e variopinte bolle di sapone che tentano 1'uscita dal camino.

Per amalgamare i due prodotti, si pensa di usare della colla di resina. Così, dopo una nottata di geniale lavoro, il filtro magico è finito, pronto per 1'uso. Frattanto è sorta 1'alba e la neve si accende brillando come un manto di diamanti.

I nostri, silenziosi, emozionati, eccitati, decidono di provare subito gli effetti per dare atto all'esperimento. Come cavia viene scelto Ezio Oberto, già stimato abile sciatore. Gli sci sono abbondantemente spalmati dal magico prodotto.

Ezio, pallido, teso, conscio della sua missione, è pronto sul bordo della ripida pista del a Bruslà »; è chino in avanti, piegato sulle gambe pronte allo scatto per il via.

Tutti gli raccomandano prudenza, tremano per lui con la stessa ansia con la quale seguiranno la partenza dei primi astronauti sulla luna.

Gli amici lo tengono per la vita, poi, piano, piano, mollano la presa. Ezio =~esta fermo. Tenta poi uno scatto colle gambe: niente! Resta sempre li! Fa forza con i bastoncini, prima dolcemente, poi sempre più rabbiosamente; nella neve si forma un grosso buco, ed Ezio è sempre lì! Nemmeno un passo avanti! Gli alchimisti iniziano a spingerlo prima prudentemente, poi con più energia ed infine con tutta la loro forza. Nessun progresso! Tutto come prima!

La cavia Ezio allora tenta disperatamente di alzare le gambe per sollevare gli sci: inutile sforzo!... sono incollati al fondo nevoso.

Breve consiglio di famiglia, e si scopre senza dubbio, che si era abbondato troppo nell'uso della colla!

Ormai il sole è alto, presto arriveranno gli sciatori. Che diranno? Meglio prendere subito una decisione. Con picchi e pale si scava la neve attorno agli sci della cavia e poi tutti assieme uniti in un unico sforzo, se lo caricano sulle spalle che, pietosamente si curvano sotto il peso schiacciante, tanto del pioniere, quanto della quantità di neve ghiacciata incollata agli attrezzi. Come nella favola di Pinocchio, anche in questa, troviamo il pioniere Ezio Oberto coi piedi poggiati sulla brace del caminetto, in attesa del disgelo della neve; con essa anche gli sci bruciacchiano, diventano neri, rosicchiati, ed alla luce della fiamma del focherello, sembrano due grosse fette di merluzzo affumicato.

Gli alchimisti ammutoliti, impossibilitati ad intervenire, ne seguono le fasi ed attizzano ogni tanto il fuoco con umiltà, col quale vedono andare in cenere le loro speranze e la possibilità di fabbricare la sciolina « made in famiglia ».

e. g.

 

 

Stampa Stampa | Mappa del sito
© sci club caluso