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I PRIMI SCI DEL PRESIDENTE

Già da ragazzotto, Aldo Brunetti era pieno di inventiva e divenne noto per la creazione di un particolare tipo di sci, i « Dover's-Sky », ottenuti dalle « dove » delle botti.

L'intraprendente Aldo, un giorno, vede un paio di sci « veri », acquistati proprio in un negozio da Gino Griselli, e subito pensa di poterli copiare. Ottenutili in prestito, con abilità ne traccia il disegno in scala, che poi consegna per 1'esecuzione ad un abile artigiano: il « mesdabúsch » Tino Nuccio. L'opera riesce ed il Brunetti crede di sognare quando può provarli librandosi felice sulle nevose discese del Mago. Gli amici a lui più vicini, lo ammirano con una punta d'invidia. Uno di loro, Berto Massia, ammagliato dai riflessi caleidoscopici che si sprigionano dagli sci colpiti dai raggi solari, non può più resistere, per cui supplica con insistenza il proprietario perché glieli venda. Il Brunetti, sensibile al desiderio dell'amico, cede e la vendita si conclude con il versamento da parte dell'acquirente della somma di L. 6 (sei) in contanti!

Il Massia, proprio con quegli sci, inizia la sua carriera che, in seguito, lo porterà a rispettabili successi in molte gare importanti.

Da quando ha i nuovi sci, Massia si accorge di essere sempre seguito silenziosamente da un suo giovane amico: Ezio Oberto. Lo vede rannicchiato sulla neve, triste, muto, seguirlo nelle sue eleganti evoluzioni. Dapprima crede che sia la sua maestria ad incantare iI giovane, ma poi scopre invece che sono gli sci. Ezio li desidera da morire, non riesce più a pensare ad altro, ne è ossessionato. Li vuole ad ogni costo, e la sua perseveranza è premiata: il Massia glieli cede per la somma di L. 5 (cinque) in contanti, più un portamonete usato! Miracolo del baratto! Sono i primi veri sci del Presidente! Narrano gli storici che ogni sera, tornato a casa, dopo averli lustrati, se li portasse a letto e rimanesse addormentato, tenendoli stretti in un abbraccio paterno e pare che, durante il sonno sereno, sognasse un limbo tutto di neve, su cui i suoi sci si cullavano felici!

Di certo quegli sei rimarranno sempre nei più cari ricordi del Presidente, poiché furono proprio quelli che gli insegnarono 1'amore per lo sport della neve e lo iniziarono ai futuri trionfi della sua maturità.

Per i più curiosi diremo che furono poi venduti a Sandro Bertorello e da questi ad altri, fino al loro totale consumo per il logorio.

I resti sono ancora oggi gelosamente conservati nel « Museo dei Ricordi » rispolverati ogni tanto dal racconto degli stessi numerosi proprietari.

e. g.

 

 

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