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AH !... PER QUELLA CHIAVETTA !

Un mezzo di trasporto, che, nel dopoguerra, godette di chiara ed illustre fama, fu il camioncino, addetto al trasporto dei salumi, della premiata ditta artigiana « Luigi Griselli », detto « Gino dal Moro ».

Il grigio furgone, durante la settimana, viaggiava in lungo ed in largo, carico di prosciutti, salami e simili, sostituiti poi alla domenica da un gruppo di sciatori Calusiesi. Per i più raffinati, facciamo osservare che la differenza delle merci feriali con quelle festive, era quanto mai netta ed assoluta!

Il camioncino, accoppiato con la « Checca » era stato battezzato: « Crin-Bus ». In un giorno festivo, carico all'inverosimile di sciatori, detti gli « insaccati della domenica », il « Crin-Bus », guidato dal proprietario Gino Griselli, si sta avviando verso le piste della Valle d'Aosta, con meta Valtournenche. A metà strada dei tornanti, viene fermato dalla polizia: troppo carico di merce, le balestre toccano quasi a terra.

Gli «insaccati» trattengono addirittura il fiato, immedesimandosi nella parte di veri salumi, poiché il camioncino non era autorizzato al trasporto delle persone. Il Gino, educatamente, con raffinata delicatezza, cerca di allontanare la curiosità degli agenti per paura che aprano il furgone, dal quale proviene un invitante aroma di salami.

Accettato il verbale, partiti i controllori, tra il sollievo dei gitanti, Gino înizia la messa in moto del mezzo. Sternuti, pernacchie, lunghi rabbiosi giri del motore, ma il « Crin-Bus » non si muove. Nulla da fare. Gli « insaccati » scendono e con rassegnazione, intirizziti dal freddo, lo spingono faticosamente su per la ripida salita.

Giungono così a Valtournenche che è ormai notte, accolti dal beffardo e sornione sorriso della luna che sghignazza fra il tremolante brillio di miriadi di stelle. Sono tutti stanchi, distrutti, affaticati, avviliti per cui, rinunciato alla cena, cercano solo un rifugio dove potersi distendere, dove poter dormire. Frattanto Gino, di certo più riposato perché ha compiuto il viaggio alla guida, comodamente seduto in cabina, trova un meccanico.

Il cofano del motore si spalanca come una grossa bocca rovinata dalla carie, dentro cui il meccanico introduce voluttuosamente la testa in cerca del guasto. Gino lo aiuta nella ricerca, poi d'improvviso lo vediamo impallidire, indi arrossire, poi sudare e battersi una manata sulla fronte! ...

Un improvviso lampo di genio gli aveva rischiarato la memoria e lo sentiamo mormorare con angoscia: « La chiavetta!... la chiavetta della benzina! ». Già, proprio la chiavetta della benzina! Quando la polizia lo aveva fermato, 1'aveva chiusa per sicurezza e poi si era dimenticato di aprirla! Semplice no? Congedato il meccanico con una scusa, dopo essersi imbrattato, con cura, di grasso mani e viso per dare 1'impressione di avere trafficato disperatamente per scoprire il guasto, Gino raggiunge gli amici e con foga, annuncia: « Tutto a posto! Non vi dico che pasticcio! Si era rotto... ». Nessuno gli dà più retta e, tanto la sua studiata messa in scena, quanto la pronta bugia, si perdono in un coro stonato di contrabbassi e tromboni, impegnati a russare in un notturno da concerto sinfonico.

e. g.

 

 

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